Forme Scultoree di Lebeničnik Leonardo

LeoBNFiltro

Leonardo Lebeničnik

nato a Tuzla
(Bosnia ed Erzegovina)
il 12.10.1970
residente a TENNA (Trento)
in Via Pellere, 25

Telefono 0461.700096

Ad-Acta

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Era diventata una routine, un’abitudine, quasi una dipendenza. Tutte le sere, tornato a casa, accendevo il computer, per controllare la posta elettronica. E mi chiedevo ogni volta come facevo, quando non esistevano tutti questi aggeggi elettronici. Cosa facevo quei cinque minuti, non lo ricordavo più.

Quella sera, lo sapevo, mi aspettava un’e-mail importante. Conteneva delle fotografie. Accesi il PC e lo schermo si illuminò. La macchina intelligente chiese la parola d’ordine. Passworld. xxxxx– invio. Clik. Qualche secondo dopo sul desktop apparve la foto di mia figlia. Intorno alla piccola faccina parecchie icone. Connetti. OK. Clik. Connessione avvenuta.

Outlook express. OK. Clik. Messaggi ricevuti – due. Primo messaggio, solita pubblicità .

Elimina. OK. Clik. Eliminato. Il secondo messaggio mi interessava particolarmente. Per un istante rimasi nel dubbio. Erano le foto o l’amica, che me le aveva mandate, ad interessarmi di più? Messaggio da leggere. Clik. Rimasi pietrificato. Se qualcuno, in quel momento, avesse potuto vedere l’espressione della mia faccia, si sarebbe piegato dal ridere.

- Le impostazioni correnti non consentono il download del file.

Non è possibile. Provai in tutte le maniere, ma niente da fare. Non ero in grado di aprire quel messaggio. Calma. Provai a pensare bene. Mi concentrai sul problema come fosse una questione di vita o di morte. Ma certo – Bing. Bing era un mio amico, uno di quelli che passa tutto il giorno davanti al PC. Uno di quelli che sa tutto dell’argomento, che ha degli occhi quasi quadrati a forza di guardare vari schermi della tecnologia moderna. Se non riesce lui a risolvere questo problema, non ci riesce nessuno. Crea messaggio. OK. Clik.

  • Hallo Bing, come sta il fratellino?

Ho bisogno del tuo aiuto. Si tratta di…” Gli spiegai di cosa si trattava.

Invio messaggio. OK. Clik. Messaggio inviato.

Tempo di fare un piccolo bisogno fisiologico, rollare una sigaretta, accenderla e fare due tiri. Alla metà del terzo tiro arrivò la risposta. Lo sapevo che era veloce, ma stavolta aveva superato ogni limite.

Leggi messaggio. Clik. Guardai, sbalordito quel testo scritto. A me ci sarebbero volute due ore a scrivere quel quantitativo di parole. A lui due minuti.

  • Ciao Rinco,

siamo alle solite, vuoi risparmiare sul PC e la tecnologia ti lascia per strada, eh? Scherzo. In questo caso le soluzioni possono essere due. O non hai installato il lettore PDF (Acrobat Reader) o ti manca il plug - in per visualizzarlo con Mozilla. Ti consiglio, quindi, dato che si tratta proprio di un file PDF, di andare sul sito della Adobe.com e scaricarti in forma gratuita il lettore standard per PDF, Adobe Reader appunto. Fin qui ci siamo, spero – sai che spesso parlo veloce convinto di una tua tempestiva reazione, ma noto ogni tanto che ti perdi, quindi preferisco spiegarti alla lettera la cosa. Una volta per tutte. Prima soluzione: accedi al sito adobe.com, cerca download acrobat reader, lo scarichi sul desktop e lo installi. La cosa va da sola, non preoccuparti. Quando hai finito l’installazione fai doppio clik sul file che hai salvato dall’allegato e lo potrai finalmente visualizzare. Problema risolto.

Seconda soluzione: se necessiti di visualizzare direttamente documenti PDF sul web ti consiglio di installare il plug – in su Mozalla che trovi alla voce Strumenti – Componenti Aggiuntivi. E anche qui la cosa è risolta. Se non ce la fai proprio, utilizziamo Team Viewer e ti risolvo io la cosa da casa mia.
Avanzo, quindi una birra, da sommare alle tante precedenti. Ci si vede.” 

Finito di leggere rimasi immobile. Il mio sguardo si scioglieva sui cristalli liquidi dello schermo piatto.

PDF, Acrobat Reader, downald, plug – in, Mozilla, Team Viewer

Scossi leggermente la testa. Io volevo soltanto vedere quelle foto. Più che rabbia, sentivo l’indifferenza. Sentivo il forte senso di vuoto dentro di me. Mi domandai dove stavamo andando. Dove andremo a finire. Mi chiedevo dove è finita quella vecchia macchina da scrivere:

TIK – TIKTIKTIK – TIKTIK – TIK – TIKTIKTIKTIK – TIK – TRRRR… TIK – TIKTIK…

Dove è finita quella vecchia macchina fotografica? Mi venne in mente all’improvviso la mia prima macchina fotografica. La PRAKTICA di produzione Cecoslovacca con rullino bianco nero ORVO 22 di produzione DDR. Ricordai la mia prima partecipazione ad un concorso fotografico, le ore passate nella camera oscura. Mi ricordai l’impazienza nell’attesa che si asciugassero i fogli di carta per vedere le immagini di motivi che piacevano, come pareva, soltanto a me. Dove sono finite tutte quelle cose semplici? Spostai il mio sguardo indifferente dallo schermo alla tastiera, dalla tastiera al mouse, dal mouse allo schermo… Senza che partisse alcun ordine dal cervello, la mia mano si mosse, prese il mouse.

Disconnetti. OK. Clik. Senza aspettare lo scollegamento automatico, aggiornamento delle impostazioni, spensi il tasto dell’alimentazione elettrica sotto la scrivania. Come in una magia i cristalli liquidi sparirono chi sa dove. Tutti i rumori scomparvero. Buio e silenzio.

Sul mio viso tornò una specie di espressione soddisfatta. Dal frigo presi una lattina di birra. Mi accomodai sulla poltrona di bambù sul poggiolo appoggiando i piedi sulla ringhiera. Accesi una sigaretta. Il primo tiro venne accompagnato dalla onomatopea, pfff… Sulla mia sinistra vedevo la Vigolana, alla mia destra, un poco più distante, si notavano le antenne della Paganella. Dritto, davanti a me c’era il monte Marzola. La donna che dorme, tranquilla, prendeva il sole. Dal lago di Caldonazzo, sotto di me, provenivano i suoni dei tamburi. Mi vennero in mente i Vichinghi e le loro imbarcazioni antiche. Quelle, si, che erano delle invenzioni!

 

Leonardo Lebeničnik
luglio 2010