Forme Scultoree di Lebeničnik Leonardo

LeoBNFiltro

Leonardo Lebeničnik

nato a Tuzla
(Bosnia ed Erzegovina)
il 12.10.1970
residente a TENNA (Trento)
in Via Pellere, 25

Telefono 0461.700096

La prima notte dell’umanità - Pino Loperfido - 2011

La prima notte dell’umanità

C’è stato un tempo, qualche centinaio di migliaia di anni fa, in cui i nostri progenitori, vestiti di pelli di animali si aggiravano smarriti da qualche parte sulla faccia della Terra. Piazzàti lì dal caso o da qualcuno, non si sa, cominciavano a subire l’interrogatorio della coscienza. Adesso erano più simili a uomini che ad animali e porsi domande del tipo “Chi sono?” e “Che ci faccio qui?” pareva la cosa più logica da fare. Lo smarrimento di quelle pelose creature era lo stigma della loro stessa umanità. Le loro domande erano la paura, il senso del limite, la percezione di qualcosa di immenso sopra e sotto le loro teste, il sentirsi parte di un tutto. L’uomo era veramente uomo, per la prima e ultima volta. Perché sin dal giorno che seguì, i nostri scimmieschi antenati si ingegnarono a trovare delle spiegazioni, a risolvere – cioè – l’enigma di quella vita che loro non avevano chiesto e non potevano capire. Superstizioni, religioni, riti scaramantici, abitudini, regole, consuetudini, convenzioni sociali: tutto è partito da quella mattina.
Ma prima, ahinoi, c’era stata la notte. La prima notte dell’umanità.
Guardando le creazioni di Leonardo Lebenicnik – questi assemblaggi di materia viva e nostra –, guardandole attentamente, con quell’attenzione che ancora siamo riusciti a non farci scippare dal mondo, toccandole con mani curiose e affamate, ecco emergere in noi il sentimento che probabilmente provarono i nostri progenitori il giorno in cui videro il sole sparire per la prima volta. (Mettiamoci nei loro panni. Mica lo potevano sapere che sarebbe tornato il mattino dopo. Poteva dunque trattarsi della fine. Così come era cominciato, il mondo si preparava a chiudere il proprio sipario, magari con una esplosione o un terremoto devastante.)
Eccola, allora, la paura. Ce la raccontano il legno e la pietra che Leonardo rimette lì, al loro posto, secondo l’ordine assegnato dall’universo, facendo della materia il ricevitore di un’energia che proviene da un’altra dimensione. Costantemente e ostinatamente alla ricerca di un perché. Proprio come in quella tremenda e interminabile prima notte dell’umanità.

Pino Loperfido

agosto 2011