Forme Scultoree di Lebeničnik Leonardo

LeoBNFiltro

Leonardo Lebeničnik

nato a Tuzla
(Bosnia ed Erzegovina)
il 12.10.1970
residente a TENNA (Trento)
in Via Pellere, 25

Telefono 0461.700096

Di pietra, di legno e di ferro - Renzo Francescotti - 2010

Di pietra, di legno e di ferro

Nelle vene di Leonardo (un nome che è il massimo per un artista) scorre il sangue dei suoi avi che scavano le pietre; lui vive quotidianamente il suo lavoro a contatto con rocce, pietre, legno e ferro. Le pietre sono quelle delle pareti rocciose che deve disgaggiare: sono dure, mobili, belle, pericolose. Il legno è quello delle piante che crescono anche sulle rocce più incombenti, spingono tra le crepe, liberano la vita dal mondo minerale.


Il ferro è quello degli attrezzi di lavoro, dei chiodi con cui Leonardo si assicura. C’è un osmosi tra questi materiali e il corpo, l’anima del disgaggiatore. Non c’è quindi da sorprendersi che Leonardo si serva di questi materiali elementari per le sue creazioni artistiche. E anche la sua è arte è “elementare ”, minimalista: vive sotto il segno della semplicità, dell’economia, del rigore, del pudore, del rifiuto di ogni orpello esibizionistico.


Facciamo qualche esempio. “Pensiero rinchiuso” è una scultura del 2003, in legno e ferro. Allude a una porta, o meglio, date le sue misure (84x45), a un’imposta di baita alpina bordata in ferro, bloccata da una chiusura lucchetto. Al centro, in verticale, quattro piccoli ciottoli lisciati da un torrente, che crescono in dimensione dal basso in alto. Ognuno di questi ciottoli racchiude una storia, un’identità, un’anima minerale racchiusa in legni antichi, anche loro con una memoria segnata da vene rinsecchite, nodi, crepe come cicatrici. “Anima di pietra” (2005) è un piccolo tronco cavo, con un ciottolo bianco a un mozzicone di ramo (mi fa pensare agli isolanti di maiolica sui pali della luce che da piccoli centravamo a sassate) e altri due ciottoli candidi nel cavo del tronco. Cosa rappresentano quei ciottoli? “Anime di pietra” per l’artista, sta a noi identificarlo, se la nostra immaginazione fanciullesca non si è pietrificata.


Infine, “Quinto elemento” (2010), un’istallazione di cinque elementi scala, in ferro piegato, che culminano con ciottoli. Viene da pensare al concetto di fratelli scalati in età, all’immagine di piante, funghi, fiori. Leonardo abita nel cuore antico di Tenna, in un rustica casa di pietre e legno da lui amorosamente restaurata: nel retro un ballatoio che si apre a una splendida vista sul lago di Caldonazzo.


Lì a Tenna, in un giardinetto addossato alla chiesa c’è la sua opera forse più suggestiva: il “Porfido piangente” che ha i rami realizzati con tondini di ferro piegato, il cuore e le “lacrime” di cubetti di porfido. Un’ultima curiosità: Leonardo firma le sue opere con un dito: niente firme svolazzanti, bensì una scarna e inquietante impronta digitale.


                                                                                           Renzo Francescotti
                                                                                                Settembre 2010