Forme Scultoree di Lebeničnik Leonardo

LeoBNFiltro

Leonardo Lebeničnik

nato a Tuzla
(Bosnia ed Erzegovina)
il 12.10.1970
residente a TENNA (Trento)
in Via Pellere, 25

Telefono 0461.700096

Armonia per raccontare storie - E. Bertotti - 2010

Armonia per raccontare storie

Le opere di Leonardo Lebenicnik sono come lui, sono lui, direi sono come il suo cognome a prima vista spigolose e poi quando le guardi meglio, ti fermi a pensare, ti colpiscono per la loro semplice profondità. Ti senti vicino alle cose che dovrebbero essere naturali, ma che nel mondo in qui viviamo, hanno perso di significato. Ti fanno avvicinare alle cose essenziali della vita, quelle che contano. Tralasciando tutto il superfluo di cui noi tutti ogni giorno ci circondiamo.

Legno, pietre, ferro.

Legno precedentemente lavorato dall’uomo o cosi, come si trova facendo una passeggiata in un bosco.
Pietre che ogni bambino in un periodo della vita ha raccolto per farne una collezione.
Sassi che ricordano lavoro, fatica, difficoltà di vivere.
Ferro, spina dorsale, sostegno in queste difficoltà.
Irregolare naturalità. Armonia per raccontare storie. In queste opere si nascondono storie, racconti d’altri tempi, domande sul nostro futuro, sul futuro del mondo. Recupero del passato per un futuro di speranza? Forse si guardando l’opera “ I girasoli “, simbolo di allegria e, appunto speranza.

I titoli delle opere di Leo: l’onda, le canne, tre cime, montagna, difficoltà, la passione,

evoluzione… vogliono ricondurre l’uomo alla sua essenza, riportarlo alla natura, dove tutto è cominciato, da dove l’uomo si è allontanato e dove dovrebbe tornare per ritrovare equilibrio e forse salvezza.

Speranza, dicevo prima, io direi di si. Nei racconti che accompagnano le opere io la vedo

questa speranza e Leo la vuole dare, soprattutto ai suoi figli. Vuole condurli per mano

verso un mondo migliore.

Le sue opere sono come lui. Questo omone grande, spigoloso inizialmente,
irraggiungibile, silenzioso. Non si sa bene all’inizio come avvicinarsi, come scalfire quella scorza che ha, che si è creato, che forse è solo un modo per staccarsi, isolarsi da questo mondo che non gli piace molto. Ci si mette un po’ ad entrare in contatto, ma se ci si riesce poi si capisce che ha molte cose da dire, con poche parole senz’altro, ma sicuramente con la sua arte.

Le sue opere sono come il suo cognome. Ci ho messo un po’ a ricordarmelo.
Inavvicinabile anche quello a prima vista, ma poi diventa musicale.
Non sono una critica d’arte, ho visto queste cose nelle opere di Leo, forse voi vedrete

tutt’altro, ma le opere d’arte sono belle anche per questo perché ognuno ci mette qualcosa di sé. Importante è fermarsi a pensare, a riflettere.



                                                                                           Elisabetta Bertotti
                                                                                                Maggio 2010